Martini: meno tasse e aliquota fissa al 20%, ecco come far ripartire l’economia

In un Paese in cui più della metà dei guadagni dei cittadini viene presa (per non dire rubata) dallo Stato è inutile dire che occorre una netta rivoluzione fiscale. Negli ultimi anni l’evasione fiscale e il costo della spesa pubblica sono aumentati in modo allarmante creando, quindi, agli imprenditori e ai lavoratori una situazione di assoluta difficoltà economica. I Governi Monti, Letta e Renzi hanno pensato di colmare questo disastro alzando le tasse adottando un atteggiamento completamente sagliato che si è rivelato fallimentare.
Quello che i Governi non capiscono è proprio che abbassando le tasse l’economia non può che ripartire. La ricetta che ho in mente è “pagare poco ma tutti” invece quella del governo è “pagare molto ma pochi”. Alzando le tasse i piccoli imprenditori sono obbligati ad evadere il fisco per garantirsi quantomeno di vivere e pagare i propri dipendenti; abbassando le tasse invece, non sono costretti ad evadere e quindi adempiono al loro contributo consentendo allo Stato più entrate.

Adottando la aliquota fissa del 20% uguale per tutti viene rispettato il principio di progressività che è nella Costituzione, ma che è un principio di buon senso per il quale i più ricchi pagano di più in percentuale. Non è stato scelto il 20% a caso, ma è stato indicato come un numero che può tornare bene con i fondi dello Stato e che non può rivecere alcuna critica dall’Unione Europea in quanto non modifichi negativamente la spesa pubblica.
Valutando i fondi statali ed europei assieme ai vincoli vigenti si può costituire una cosiddetta no tax area ovvero che tutti coloro che hanno un reddito annuo inferiore ai 13.000 euro non devono pagare alcuna tassa, mentre a coloro che, ad esempio, ne guadagnano 15.000 sarà tassato il 20% dei 2.000 euro che guadagnano in più rispetto all’esenzione della no tax area.
Adottando questo principio chiamato “flat tax” possiamo far respirare le imprese che potranno tornare ad investire di più, garantire un salario ai propri dipendenti che a loro volta tornano a far girare l’economia aumentando i consumi. Tutto questo allarga anche le casse dello Stato che potrà migliorare i servizi pubblici e abbassare l’età pensionabile per garantire una vita migliore ai cittadini.

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