Nucleare? Si grazie!

Leonardo MartiniLa maggioranza degli scienziati, nel campo dell’energia, dice sì al nucleare.
I motivi sono semplici e chiari: l’uranio ha un costo estremamente minore rispetto al petrolio e con un solo chilo di esso si dà la stessa energia di una tonnellata di carbone e questo, senza alcun ombra di dubbio, diminuisce l’inquinamento.
Da un punto di vista economico otterremmo grandi risultati. Infatti, i cittadini e le imprese italiane risparmierebbero circa il 42% delle attuali spese energetiche; inoltre otterremmo una quasi totale indipendenza dai paesi da cui importiamo gas metano e petrolio quali la Libia, la Russia, la Francia e altre zone del medio oriente.

Su questa questione hanno, prontamente, alzato i toni gli ambientalisti di sinistra sostenendo che il nucleare avrebbe un grande impatto negativo sull’ambiente per via delle scorie tossiche.
I nostri cugini francesi, che hanno creato più di sessanta centrali nucleari, hanno stipulato degli accordi per ridurre quasi a zero ogni inquinamento radioattivo assieme a tutti gli stati che usufruiscono di tale servizio. Sono stati creati dei cosiddetti magazzini sotterranei nei quali le scorie vengono raggruppate e anni dopo rilasciate perché non più radioattive e quindi non più dannose.

È inutile ricordare che in Italia abbiamo già numerose centrali nucleari inattive, poiché bloccate negli anni ’70. Esse ci costano migliaia di euro l’anno di manutenzione.

L’obiettivo ultimo che l’umanità deve prefiggersi è quello di riuscire a sviluppare un sistema che si basi esclusivamente sulle fonti energetiche rinnovabili; tuttavia, nel frattempo possiamo servirci del nostro sottosuolo mediante l’uranio.

Il nucleare non è la soluzione, ma può darci il tempo di trovarla.

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